Volontari oltre il confine, rischiano il carcere per aiutare i profughi
Reply
MONACO DI BAVIERA - Suha arriva con il treno della sera da Vienna, Ahmed la aspetta alla stazione di Monaco. Sull’indice della mano sinistra Ahmed ha tatuato il nome della moglie che lo raggiunge dalla Siria, «ma io — dice — la chiamo Nur, luce». Treni, pullman, auto, è una rotta impazzita quella che unisce Ungheria, Austria e Germania nei giorni dell’esodo. In migliaia continuano a scavalcare i confini, un fiume che dalla Baviera già risale verso il Nord. Read more [...]