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ROMA -Nella lista degli immobili messi in vendita dal signor Wolfang Kroll mancava solo la Fontana di Trevi. Per il resto, nell’elenco dei palazzi da cedere a un connazionale tedesco, «il Totò della Baviera» aveva inserito residenze a cinque stelle: dall’ambasciata Usa di via Veneto al complesso immobiliare che ospita la Fao. Acquisti da concludere attraverso negoziati complessi vista la peculiarità degli immobili posti sul mercato. E infatti è stata anche necessaria la partecipazione al tavolo delle trattative di un rappresentante del Viminale. Ma, pur di realizzare il sogno di vivere a Palazzo Margherita sfrattando l’ambasciatore statunitense, l’imprenditore tedesco non si è fatto problemi a versare un milione e 300mila euro agli intermediari.
Il fantomatico dirigente di banca
È questa la storia di una truffa portata avanti per mesi con una scaltrezza degna del migliore Totò in coppia con Nino Taranto. A mettere in piedi il raggiro, oltre a Kroll, c’era anche Donato Perazzolo, nella parte di un fantomatico dirigente di banca «signor Gnes», Walter Baccini, falso funzionario del Viminale, e Anna Lisa Morganti. I quattro venerdì sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di truffa e falso. «La difesa ha rappresentato al giudice l’evidenza della prova dell’estraneità della Morganti sulla base degli atti delle indagini preliminari, ma il gup ha ritenuto doveroso un vaglio dibattimentale. Sarà quella la sede per acclarare l’innocenza della mia assistita», dice l’avvocato Maria Chiara Parmigiani, difensore di Anna Lisa Morganti.
Il falso 007
La truffa risale al 2008, quando un ricco imprenditore residente a Monaco entra in contatto con Kroll, 57 anni, falso intermediario immobiliare ma noto truffatore di fama internazionale. Il «Totò della Baviera» sente l’odore dell’affare e racconta di avere in mano la vendita del centro commerciale Porta di Roma per 460mila euro. Il connazionale si convince della bontà della proposta dopo aver conosciuto il fantomatico «signor Gnes», delegato da una nota banca a cedere il complesso: cosi versa 400mila euro. A quel punto i truffatori tentano il colpaccio: proporre la vendita dell’ambasciata Usa a 580mila euro e della Fao a 600mila. La carta vincente è la presenza in tutte le fasi della trattativa di un uomo del Viminale, impersonato da Walter Baccini con tanto di vestiti elegantissimi e valigetta da 007. L’acquirente, felice, stacca un altro assegno di 900mila euro. Peccato che quando bussa alla porta di Palazzo Margherita scopre che l’ambasciatore ha tutt’altro che intenzione di andare via della residenza e così poco dopo scatta la denuncia.