Una faccenda ai limiti dell’inverosimile. Luca Toni andrà a processo il prossimo 15 luglio in Germania, il tutto per una vicenda risalente al periodo in cui era un giocatore del Bayern Monaco. A metterlo nei guai è una spinosa situazione riguardante la “tassa sulle religioni”, un finanziamento alle comunità religiose che in Baviera è pari all’8% dell’imposta sul reddito.
Toni, nel corso del suo primo anno al Bayern (2007-08), era stato indicato come ateo dai dipendenti del club tedesco. A partire dalla stagione successiva, però, è stato dichiarato (correttamente) come cattolico. Il Fisco locale, notata l’incongruenza, si era subito premurato di inviargli un sollecito di pagamento di 500mila euro l’anno (all’epoca, il suo stipendio era di 6 milioni).
Ne è nato un contenzioso ancora irrisolto. La Chiesa tedesca chiede a Toni 1,7 milioni di euro, il giocatore si è rivolto ai propri commercialisti, secondo i quali la colpa sarebbe degli addetti del Bayern Monaco. E dunque? I giudici hanno proposto un compromesso: 500 mila euro pagati dal club e dai commercialisti, 700 dall’attaccante. Ma le tre parti in causa non si sono accordate. E, ora, scatterà il processo.