Al G7 in Baviera Matteo Renzi è stato accolto da una banda in costume tirolese al suono gioioso di «Azzurro». I cronisti (invece di chiedersi se mai ci fosse un briciolo di umorismo seppure «freudiano») hanno sbagliato persino l’autore . La canzone che non è di Adriano Celentano ma di Paolo Conte.
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Chi è responsabile delle politiche previdenziali del Paese? Giuliano Poletti o Tito Boeri? Il Ministero o LaVoce-Info?
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Mesi or sono al giovane premier venne l’idea di candidare Roma per ospitare i Giochi Olimpici. Di conseguenza trovò il modo di rimproverare Mario Monti di avere, a suo tempo, rinunciato a quell’opportunità. E adesso? È ancora sostenibile quella candidatura in una città che viene presentata al mondo come la Suburra della corruzione?
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I media hanno dedicato molto spazio a una conversazione tra Salvatore Buzzi ed uno dei suoi interlocutori mariuoli, a proposito dell’assunzione di due giovani donne. Tralasciamo i commenti sulle fattezze delle ragazze (che Buzzi sia un trucido non lo nega neppure lui). Ma che senso ha avuto pubblicare quelle intercettazioni? È un reato essere assunti (come sovente accade, secondo le statistiche, in Italia) tramite raccomandazioni?
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Ancora una volta l’Avvocatura dello Stato sceglie una linea difensiva discutibile nel giudizio di costituzionalità riguardante il mancato rinnovo dei contratti pubblici. Sostenere che una condanna dello Stato aggraverebbe le finanze pubbliche di una trentina di miliardi non è dimostrato né dimostrabile. Sulla base di quali parametri l’Avvocatura arriva a determinare una simile cifra, dal momento che non c’è nessuno criterio oggettivo, tanto meno alcuna norma di legge (tranne, forse, per quanto riguarda l’indennità di vacanza contrattuale) che possano essere presi a riferimento per il rinnovo di un contratto di diritto comune (come è anche il contratto di lavoro pubblico)? La Consulta (la relatrice è ancora una volta Silvana Sciarra) non arriverà mai ad ammettere che il diritto è stato violato, ma costa troppo a mettervi riparo. La verità è che il diritto reclamato non esiste.
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Non è prevista alcuna disposizione di rango costituzionale che imponga, direttamente o indirettamente, di rinnovare, alla loro scadenza, i contratti di lavoro. L’art. 36 Cost. parla di retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del lavoro e comunque sufficiente a condurre un vita dignitosa. Non è possibile sostenere che ciò non si verifichi, anche in regime di blocco perdurante dei contratti, nel caso dei pubblici dipendenti. Basta chiedere all’Istat per scoprire che le retribuzioni del pubblico impiego restano, tuttora, mediamente più elevate di quelle dei dipendenti privati. Il punto è proprio questo: occorre bloccare sul nascere un’invadenza giurisdizionale sul terreno dei diritti sociali che, per loro natura, sono sempre il frutto di una compatibilità con le risorse disponibili. Il ricorso deve essere respinto perché i diritti rivendicati non sono tutelati dall’ordinamento, non solo perché costano troppo.
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Nell’ordinamento corporativo (ai tempi del fascismo, cioè) la Magistratura del Lavoro svolgeva il proprio ruolo istituzionale non solo nelle controversie giuridiche ma anche in quelle economiche. Aveva cioè il compito di definire gli accordi collettivi in mancanza di intese tra le parti, in un contesto in cui non esisteva la libertà sindacale e in un regimo di sindacato unico e obbligatorio. La Consulta ha delle nostalgie?
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Mafia Capitale: si è aperto un nuovo capitolo. Altri arresti, altre intercettazioni, altri video. Sembra di leggere sui quotidiani dei romanzi polizieschi o di assistere a delle spy story davanti alla tv. Persino i più incalliti garantisti devono riconoscere che, da tutto il can can pubblicitario degli inquirenti, emerge un contesto di corruttela, viene in evidenza una rete di malversazioni. Ma sono elementi sufficienti questi ? Non basta accennare a dei reati per telefono, bisogna anche commetterli in concreto. Affermare che «la mucca deve mangiare per essere munta» è di per sè un reato oppure è solo un indizio da approfondire? O è solo una battuta infelice ? Non basta promettere delle tangenti; occorrere anche provare che la loro erogazione sia avvenuta. Certamente queste prove provate esisteranno. Speriamo che, al momento buono, vengano anche alla luce. Non se ne puo’ piu’ di processi mediatici, imboccati dagli inquirenti.
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