Porti: sistema ligure porta di accesso a mercati centro Europa

(ANSA) – GENOVA, 6 MAG – Il sistema portuale ligure si è presentato oggi al TransportLogistic in corso a Monaco di Baviera quale valida altrnativa per i caricatori e spedizionieri del centro Europa che ancora oggi prediligono gli scali del NorthernRange. L’occasione è stata fornita dalla tavola rotonda dal titolo  “The Southern Gateway to the European market”   tenutasi presso lo stand dei porti liguri e moderato dal giornalista Nicola Capuzzo.

I presidenti delle tre Autorità Portuali liguri, Luigi Merlo (Genova), Gianluigi Miazza (Savona) e Lorenzo Forcieri (La Spezia) hanno presentato le caratteristiche del sistema portuale e logistico ligure, i dati relativi ai traffici complessivi, i punti di forza e le efficienze dei tre scali. Miazza, Forcieri e Merlo hanno illustrato le prospettive dei tre porti liguri che possono contare su un cospicuo pacchetto di investimenti pari a oltre due miliardi e duecento milioni di euro, in corso di realizzazione e di autorizzazione: Savona ha in cantiere opere per 800 milioni, Genova per circa 1 miliardo e 100 milioni e Spezia per oltre 400 milioni.

  “Il Porto di Genova – ha sottolineato  Luigi Merlo – si presenta oggi al mercato internazionale della logistica come una delle eccellenze portuali europee sia in termini di strutture che di efficienza. Un porto multifunzione e multimerce che ha raccolto la grande sfida dello sviluppo e che oggi si candida a diventare il gateway privilegiato per la merce diretta in Europa. Ho riscontrato un grande interesse degli operatori anche per il nostro nuovo piano regolatore portuale e per il progetto del Blue Print di Renzo Piano”.

Lorenzo Forcieri ha affermato che  “è’  giunto il momento di rompere vecchi schemi e pregiudizi sul nostro Paese e sul nostro sistema portuale. Ormai non ci sono più ragioni perché i porti della sponda sud del Mediterraneo, e quello della Spezia in particolare, non possano essere scelti come porte di accesso ai mercati del Centro Europa”. “Siamo all’avanguardia – ha aggiunto – nei processi di informatizzazione, con il preaclearing abbiamo dimezzato il dwell time , abbiamo potenziato l’intermodalità e siamo competitivi con i costi. Grazie alla pace sindacale ed alla coesione sociale che regnano sulle banchine lavoriamo 365 giorni l’anno… E’ quindi possibile riequilibrare il divario tra nord e sud Europa, almeno in termini di traffici portuali. E’ questo l’obiettivo, nostro e dell’intero Paese, per cui stiamo lavorando, e i risultati cominciano a vedersi”.

 “Le strategie di sviluppo seguite dal’Autorità portuale di Savona in questi anni – ha spiegato  Gian Luigi Miazza – ihanno in qualche modo precorso i tempi, mettendo in atto iniziative per valorizzare i punti di forza dello scalo e del territorio circostante; oltre i profondi fondali, linee ferroviarie verso l’hinterland con buoni margini di capacità e spazi retroportuali disponibili per attività di logistica. Così si inserisce il progetto della piattaforma multipurpose a Vado Ligure, un terminal container a completamento dell’offerta disponibile per le grandi navi e proiettato verso il mercato del sud Europa attraverso un servizio ferroviario indipendente. L’analisi costi benefici recentemente sviluppata dal gruppo Clas ha quantificato i vantaggi economici per popolazione e imprese pari a circa 1 miliardo di euro e in circa 465 milioni di euro i benefici ambientali e climatici”.

 Importante è stato il punto di vista degli spedizionieri liguri, rappresentati da Alessandro Laghezza, e dei terminalisti, rappresentati da Marco Simonetti ed Alessandro Piccardo, rispettivamente vice presidente e consigliere di Assiterminal. Partendo dalla convinzione che sia possibile recuperare traffici sui porti liguri per quasi un milione di container dal NorthernRange, Laghezza ha sottolineato i punti di forza del sistema portuale rappresentato dai tre porti liguri che hanno recuperato il gap nei confronti dei porti del Nord Europa in termini di efficienza e competitività. (ANSA).

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