LUGANO – La Golf GTI. Oggettivamente sempre un ottimo compromesso tra dinamica e sfruttabilità quotidiana, ma decisamente avara nell’offrire un’esperienza di guida in grado si suscitare qualche emozione. Generalmente, dalla terza generazione in poi si ha sempre avuto l’impressione che vivesse della rendita generata dalla prima generazione, che di fatto ha inventato il segmento delle compatte sportive.
SETE DI GIRI – La settimana generazione, disponibile subito a partire da 38’050 franchi, arriva sul mercato a pochi mesi di distanza dall’introduzione della nuova generazione, con la quale condivide una certa discrezione stilistica, nel senso che al di là della cornice rossa della calandra, dei cerchi da 17 pollici e del doppio terminale di scarico posteriore si fatica a capire che sotto al suo cofano alloggia un quattro cilindri turbo da 220 cavalli. Sulla carta il propulsore dovrebbe essere un miracolo della tecnica: accelerazione da 0 a 100 km/h in 6,5 secondi, velocità massima di 246 km/h (244 con cambio DSG) e un consumo di 6 litri ogni 100 km (6,4 con DSG). Imboccata l’A8 in direzione Salisburgo e apparso il primo cartello di fine limite di velocità, l’acceleratore tocca in men che non si dica il fondo corsa, il DSG scala in un battito di ciglia tutti i rapporti che può e l’allungo alla ricerca della velocità massima è cominciato. 220 cavalli chiaramente non incollano al sedile come una Porsche 911 Turbo, me del propulsore ci ha convinto la progressione e la propensione per i regimi elevati.
LA PROVA AUSTRIACA – Tempo di abbandonare per un po’ l’autostrada e andare alla ricerca di una strada di montagna sul confine austro-bavarese. Ciò che subito si nota i bassi regimi è un leggero gorgoglio allo scarico ai regimi medio-bassi, davvero piacevole. Come d’abitudine anche girovagare ai bassi regimi non è un problema per questo propulsore, ma quando il ritmo inizia a salire ci si stupisce di come al quattro cilindri piaccia stare al di sopra dei 4’000 giri al minuto fino al limitatore, permettendo al guidatore di azionare all’ultimo momento possibile la paletta posta dietro al volante. Il cambio manuale – come ben sappiamo – sarebbe però la scelta migliore per coloro i quali sono alla ricerca di un guida più coinvolgente, pur non negando tutti i pregi del doppia frizione. Arrampicarci per questa collina inizia a piacerci, ma l’esplorazione del limite è contraddistinto da un’aspettativa piuttosto bassa per la poca emozionalità che inevitabilmente finirà per spegnersi con il sottosterzo e un differenziale anteriore elettronico troppo invasivo. Invece no. Rispetto alla passata generazione l’avantreno è diventato più preciso, reattivo e veloce, incluso lo sterzo. Nelle curve più strette, quando ormai si pensa di essere alla frutta, restano ancora ampi margini di intervento da parte del guidatore e soprattutto la ruota anteriore esterna sembra non cedere mai nonostante si prenda a carico tutta la massa della vettura. Nonostante l’ESP sia impostato nella modalità sport, la più permissiva tuttavia non completamente libera, la spia non si è mai fatta viva. Un segno che questa nuova GTI la sa un po’ più lunga della sua antenata.
ESISTE ANCORA PIÙ POTENTE – Gli ingredienti e le caratteristiche di base sono rimaste quelle di sempre, tant’è che nel nostro volto non è mai apparso un sorriso o un’espressione divertita, piuttosto una sorpresa e compiaciuta. Resta un’automobile dinamica che mette la sicurezza e la facilità di guida al primo posto, seppur con quella maggiore vivacità e reattività che in un certo senso giustificherebbero il passaggio dalla precedente all’attuale generazione. Alcune sue concorrenti sono più emozionali, ma queste non saprebbero sorbirsi i nostri oltre 400 chilometri di viaggio con la stessa comodità della Golf GTi. Bisogna poi considerare che la nuova generazione è anche disponibile nella versione perfomance, con 10 cavalli in più e un differenziale autobloccante meccanico, il quali dovrebbero forse garantire qualche emozione in più. Per darvene conferma, però, dobbiamo aspettare fino a luglio, momento in cui potremo provarla in pista.