La CSU schiera la Baviera contro l’Euro e i salvataggi dei PIIGS

http://news4.bavarian.me/wp-content/images/cache/0/33/40/b3d56_Christian%2BUde%2BOpening%2BParade%2BOktoberfest%2B2012%2B7qkd363-h2kl.jpgdi REDAZIONE

Proponiamo in ANTEPRIMA per L’Indipendenza la traduzione integrale in italiano dell’articolo Political Shifts in Bavaria, Land of Tradition, Could Have Wide Repercussions di Nicholas Kulish tratto dal New York Times. (Traduzione di Luca Fusari)

Con due gran colpi di martello di legno, Christian Ude (a sinistra nella foto), il popolare sindaco della capitale bavarese ha aperto il primo barilotto dell’Oktoberfest e ufficialmente inaugurato il festival di quest’anno. Come vuole la tradizione, la prima birra è andata all’uomo che spera di scalzare alle elezioni del prossimo anno il governatore locale Horst Seehofer (a destra nella foto).

Le probabilità che Ude, un politico socialdemocratico, sconfigga Seehofer e la sua Unione Cristiano-Sociale (CSU) nella cattolica  Baviera con la  stessa facilità con cui ha martellato il barile sono scarse. Il partito cristiano-sociale ha governato il Länd ininterrottamente per più di mezzo secolo. Conosciuto come il partito fratello dell’Unione Cristiano Democratica (CDU) della Cancelliera Angela Merkel, la CSU è un pezzo fondamentale del puzzle che tiene la signora Merkel al potere. Ma la cultura tradizionale conservatrice della regione potrebbe essere vittima del suo stesso successo economico così come l’Oktoberfest è diventata meno importante per i bavaresi più anziani della provincia e molto di più per i turisti di tutta Europa e del mondo.

Il boom economico della Baviera e il più basso tasso di disoccupazione in Germania hanno comportato un afflusso di persone in cerca di lavoro, la creazione di una società sempre più mobile e secolare ogni anno che passa. I cristiano-sociali del Länd, perduta la maggioranza assoluta nell’elezione deludente del 2008, hanno risposto raddoppiando gli sforzi per raggiungere il loro elettorato di riferimento.

Il fatto stesso che il carismatico sindaco di Monaco di Baviera abbia una qualche probabilità potrebbe avere ripercussioni in Germania e in tutta Europa con la CSU che è sempre più incline al “populismo”, in particolare attaccando i salvataggi dell’euro, al fine di consolidare la sua presa del potere. La mossa della CSU potrebbe aggiungere un elemento di instabilità in un momento in cui i mercati finanziari europei sembrano di nuovo minacciati, con uno sciopero generale in Grecia e i manifestanti che circondano il Parlamento spagnolo. La promessa di Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea di acquistare le obbligazioni dei Paesi a rischio è  solo un acquisto di tempo, e presto si troveranno ad affrontare sfide legali, aventi ripercussioni come credibilità anche in Germania.

Un altro piano di salvataggio per la Grecia sembra necessario e la signora Merkel e i suoi consiglieri sono preoccupati di ciò che potrebbe accadere se chiederanno più soldi al Bundestag , in quanto il sostegno e la solidarietà a tali misure sono costantemente in calo nel corso della crisi.

http://news4.bavarian.me/wp-content/images/cache/0/33/40/b3d56_alexander-dobrindt-540x304.jpgIl segretario generale della CSU, Alexander Dobrindt (a sinistra nella foto), è stato una delle voci più esplicite che chiedono alla Grecia di lasciare l’euro e criticano Draghi per aver superato il suo mandato al fine di salvare i membri dell’eurozona. Il mese scorso, Dobrindt ha detto nell’edizione domenicale del quotidiano Bild che il signor Draghi «sarà ricordato nei libri di storia come il falsario d’Europa», che «ha abusato della BCE come una ruota ad acqua per mandar soldi dal stabile nord d’Europa nei paesi deficitari del sud».

Un altro coraggioso politico CSU, Peter Gauweiler, è stato tra i più aggressivi oppositori delle operazioni di soccorso europeo presso la Corte costituzionale di Karlsruhe. I bavaresi, che hanno un carattere indipendente simile a texani degli Stati Uniti, sono in grado di obbedire agli ordini «da Berlino o da Bruxelles, ma non ad entrambi, insieme è troppo per noi». Per quanto riguarda l’operato aggressivo da parte della Banca centrale europea, «è come se gli Stati Uniti fossero governati solo dalla Fed», ha aggiunto Gauweiler.

Un giornalista affiliato al partito ha promosso il malcontento con un ulteriore passo avanti, pubblicando un libro che chiede la secessione della Baviera. Le «carte geografiche non sono eterne», ha dichiarato Wilfried Scharnagl, 73 anni, autore di La Bavaria può anche andare da sola. Sottolinea che in pochi si sarebbe aspettati una libera Estonia 25 anni fa. «I cechi e gli slovacchi vivono in pace come vicini di casa», ha detto Scharnagl.

La Baviera è la vittima di quello che il signor Scharnagl chiama «un’unione dei doppi trasferimenti». Prima che cominciasse il salvataggio greco, portoghese e irlandese, i bavaresi hanno salvato i Länder più deboli del proprio Paese. Poiché la Germania è in Europa ed essendo la Baviera nella Germania la più ricca e più competitiva è riluttante nel pagare il conto per gli altri.

Dei 16 Länder della Germania, solo 4 contribuiscono con trasferimenti regolari destinati a pareggiare le condizioni di vita del Paese. La Baviera l’anno scorso ha trasferito circa 3,66 miliardi di dollari, pari circa al totale degli altri tre contribuenti netti: Assia, Baden-Württemberg ed Amburgo. Spesso la Baviera fa pagare ai propri residenti servizi  (quali la scuola materna, l’università) che in alcuni Länder sono generosamente offerti gratuitamente.

Nota per i suoi computer portatili e per la tecnologia all’avanguardia abbinata ad una forte terra di tradizioni, la Baviera è la sede di aziende del calibro di BMW, Audi e Siemens, così come molte delle imprese di proprietà privata di medie dimensioni conosciute collettivamente come Mittelstand, per la quale la Germania è famosa. Non c’è da stupirsi che alcuni in Baviera, con orgoglio traccino la loro storia risalente a più di 1000 anni fa, per chiedere se potrebbero stare meglio da soli.

Parlando alla folla bavarese di turisti al festival popolare annuale, la secessione non sembra imminente, ma l’inquietudine sul salvataggio dell’euro era evidente. «Il mio cuore batte bavarese, ma penso che sia un bene così com’è», ha detto Evelin Mosner-Linder raggiante nel tipico costume locale. «Ma per quanto riguarda l’UE  sono sicuramente maggiormente scettica e più critica. Abbiamo bisogno di tenerla sotto controllo meglio» ha aggiunto.

Una piattaforma più populista ed anti-euro alternativa alla CSU ha guadagnato forza nella forma dei Liberi Elettori (Freie Wähler). Per puntellare la posizione della CSU all’elettore medio, Heinrich Oberreuter, politologo presso l’Università di Passau, ha descritto la strategia cristiano-sociale come «populismo spietato nella crisi dell’euro». «La CSU comunica al semplice cittadino che non comprende le dinamiche in atto, che il partito si prende cura del valore di una moneta stabile». Seehofer «lascia liberi il segretario generale e il ministro delle finanze apparentemente, e quando vanno troppo lontano li tira indietro imbrigliandoli»,  prosegue Oberreuter.

In un’intervista al Ratskeller di Monaco di Baviera, Ude ha definito l’approccio anti-euro «il teatro della calunnia con la Grecia» ritenendo che, benché i sondaggi recenti mostrino la CSU ancora al potere, nel prossimo anno le cose potrebbero cambiare e una coalizione di piccoli partiti sotto la sua guida potrebbe assumere il potere dopo le elezioni. «Vi sono persone che si spostano qui da tutta la Germania», ha detto Ude, indicando le elezioni comunali di quest’anno, in cui un socialdemocratico omosessuale protestante è diventato amministratore di un quartiere, una svolta sino a qualche anno fa inconcepibile. «E’ un segno che il potere della CSU nelle sue roccaforti si sta sciogliendo» ha aggiunto.

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