Kienzle il modesto: “A Sciaffusa nessuno sa chi sono”

MONACO DI BAVIERA (Germania) – Dallo Sciaffusa alla Nazionale, passando dal Lugano: Il difensore Lorenz Kienzle è uno degli undici volti nuovi della Svizzera di Glen Hanlon.

Lorenz Kienzle, tu arrivi da Sciaffusa, terra di pallamano. Come mai hai scelto l’hockey su ghiaccio?
“I miei genitori volevano che provassi con la pallamano, o con il calcio, ma io già pensavo all’hockey e così ho cominciato con l’EHC. Per qualche tempo ho poi giocato anche a pallone, in contemporanea, ma dopo poco ho lasciato per dedicarmi esclusivamente sul disco e il ghiaccio”.

Tu sei l’unico giocatore di LNA nativo di Sciaffusa…
“Presumo di sì. Il mio non è un Cantone nel quale l’hockey “tira” tantissimo”.

Come hai fatto a lasciare casa e a importi nell’hockey?
“Ero nella selezione Sciaffusa-Turgovia e quindi ho avuto l’opportunità di giocare per l’HC Turgovia. Nei novizi ho poi bussato alla porta dei Lions e ho cominciato a Zurigo”.

Negli ZSC hai lottato per trovare posto, salvo poi decidere, nel 2010, di trasferirti a Lugano.
“Per un paio di stagioni ho dato il massimo, ma sapevo che, con il passare del tempo, per me gli spazi con i Lions si sarebbero ridotti. Quando è arrivata l’offerta del Lugano, che ha dimostrato con il sottoscritto di voler cominciare a puntare sui giovani, non ci ho pensato su troppo: ho accettato la sfida”.

In Ticino hai potuto lavorare e crescere con continuità…
“All’inizio è stato molto difficile: ho avuto un paio di scontri con Larry Huras e mi sono ritrovato in tribuna. Quella situazione è stata dura da digerire ma mi ha anche fatto maturare parecchio. Mi ha fatto crescere”.

Diamo per scontato che a Sciaffusa ora tu sia visto come una stella dell’hockey.
“No, per niente. Lì praticamente nessuno sa chi sono”.

Sei probabilmente il primo cittadino di Sciaffusa a essere stato convocato in Nazionale. Quanto conta questo per te?
“Per lo sciaffusano medio questo non ha molta importanza. Per me, in ogni caso, è un grande onore. Il mio compito è ora quello di provare a dare il massimo. Sono molto motivato”.

Quali sono i tuoi programmi per la tua prima in rossocrociato, nella Deutschland Cup?
“Direi giocare e mettermi in mostra, come a Lugano. E poi provare a divertirmi”.

L’intensità e il ritmo che troverai nelle partite internazionali saranno un poco superiori a quelli della LNA. Come credi di poterti preparare a ciò?
“Penso che non ci si possa preparare a qualcosa del genere. Puoi solo scendere sul ghiaccio, vedere quel che sta accadendo e, seguendo l’esempio dei tuoi compagni, provare a fare bene”.


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