Frei Otto, morto l’architetto delle Olimpiadi di Monaco


Frei Paul Otto, l’architetto tedesco era nato nel 1925

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L’architetto tedesco Frei Otto è morto: la notizia delle morte di una delle stelle dell’architettura mondiale – «re» delle tensostrutture, come dimostra la usa opera più nota, l’Olympiastadion di Monaco di Baviera – è arrivata dal Comitato del premio Pritzker, il più ambito nel mondo dell’architettura, che si apprestava a premiare lo strutturalista tedesco per la sua luminosa carriera.

Il «Nobel» dell’architettura

L’Olympiastadion di Monaco di Baviera

Il comitato Pritzker (il cui premio è finanziato dalla Hyatt Foundation dal 1979) ha annunciato martedì di aver assegnato a Frei Paul Otto il riconoscimento e, al tempo stesso, che proprio alla vigilia dell’annuncio l’architetto era deceduto, a 89 anni, in Germania, dove risiedeva. Per dare la «triste notizia» il Comitato ha anticipato di due settimane l’annuncio ufficiale del premio, un vero «Nobel» per l’architettura mondiale, che intende onorare annualmente «un architetto vivente le cui opere realizzate dimostrano una combinazione di talento, visione e impegno, e che ha prodotto contributi consistenti e significativi all’umanità e all’ambiente costruito attraverso l’arte dell’architettura». A pochi giorni dall’incoronazione, però, l’architetto «vivente» è deceduto, gettando nello sconforto i fautori del premio.

«Senza precedenti»

«La notizia della morte di Frei Otto – si legge nel comunicato ufficiale – è triste e senza precedenti nella storia del premio. Ciò nonostante, la giuria gli ha attribuito il riconoscimento quando era ancora in vita» e inoltre dei «rappresentanti del comitato hanno potuto recarsi da lui e condividere la notizia del premio».
Frei Otto è stato insignito del Prtizker per le due idee «visionarie, il suo spirito curioso, la fede nella condivisione delle conoscenze e delle invenzioni e il suo modo di utilizzare con giudizio e parsimonia le risorse».

La storia e le opere

Il Pritzker, negli anni scorsi, è andato a mostri sacri dell’architettura come Tadao Ando, Oscar Niemeyer, Norman Foster, Renzo Piano e Aldo Rossi.
Frei Otto è universalmente noto per aver realizzato, tra l’altro, il parco olimpico di Monaco di Baviera (e l’Olympiastadion che ne è il cuore), in occasione dei Giochi del 1972 e il padiglione futuristico del Giappone per l’Expo 2000 di Hannover, in Germania.
Nato nel 1925 e adolescente durante la Seconda guerra mondiale, durante i suoi studi Otto fu colpito dalla mancanza di materiali da costruzione e la penuria degli alloggi nel dopoguerra. Anche per questo sperimentò sin da giovanissimo «grandi tende» per il riparo che dovevano restare la nota caratteristica della sua ricca e prolifica opera: le «tensostrutture» costituite da membrane tese con struttura reticolare leggera e innovative, che aprirono la strada allo studio delle «superfici minime».

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