Frei Paul Otto, l’architetto tedesco era nato nel 1925
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L’architetto tedesco Frei Otto è morto: la notizia delle morte di una delle stelle dell’architettura mondiale – «re» delle tensostrutture, come dimostra la usa opera più nota, l’Olympiastadion di Monaco di Baviera – è arrivata dal Comitato del premio Pritzker, il più ambito nel mondo dell’architettura, che si apprestava a premiare lo strutturalista tedesco per la sua luminosa carriera.
Il «Nobel» dell’architettura
«Senza precedenti»
«La notizia della morte di Frei Otto – si legge nel comunicato ufficiale – è triste e senza precedenti nella storia del premio. Ciò nonostante, la giuria gli ha attribuito il riconoscimento quando era ancora in vita» e inoltre dei «rappresentanti del comitato hanno potuto recarsi da lui e condividere la notizia del premio».
Frei Otto è stato insignito del Prtizker per le due idee «visionarie, il suo spirito curioso, la fede nella condivisione delle conoscenze e delle invenzioni e il suo modo di utilizzare con giudizio e parsimonia le risorse».
La storia e le opere
Il Pritzker, negli anni scorsi, è andato a mostri sacri dell’architettura come Tadao Ando, Oscar Niemeyer, Norman Foster, Renzo Piano e Aldo Rossi.
Frei Otto è universalmente noto per aver realizzato, tra l’altro, il parco olimpico di Monaco di Baviera (e l’Olympiastadion che ne è il cuore), in occasione dei Giochi del 1972 e il padiglione futuristico del Giappone per l’Expo 2000 di Hannover, in Germania.
Nato nel 1925 e adolescente durante la Seconda guerra mondiale, durante i suoi studi Otto fu colpito dalla mancanza di materiali da costruzione e la penuria degli alloggi nel dopoguerra. Anche per questo sperimentò sin da giovanissimo «grandi tende» per il riparo che dovevano restare la nota caratteristica della sua ricca e prolifica opera: le «tensostrutture» costituite da membrane tese con struttura reticolare leggera e innovative, che aprirono la strada allo studio delle «superfici minime».