

Bmw vuole una fetta di mercato italiano del car sharing, e con DriveNow punta a entrare in due realtà chiave: Roma e Milano.
Nulla di deciso, ancora, perché siamo allo studio di fattibilità ancora, come emerso nel corso della comunicazione dei risultati finanziari 2014 a Monaco di Baviera, ma l’intenzione di aggredire il settore c’è, d’altronde il piano di espansione di DriveNow prevede per il 2015 l’arrivo in 15 nuove città europee e 10 negli Stati Uniti.
Come funzionerà?
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In particolare, le valutazioni da condurre su Roma e Milano sono legate essenzialmente alla disponibilità di parcheggi liberi nei quali lasciare l’auto dopo il noleggio e alla possibilità di ritiro e consegna dei veicoli negli aeroporti.
Non sarebbe un car sharing “classico”, aggressivo sulla politica dei prezzi, piuttosto si configurerebbe come un servizio premium: nei modelli offerti così come nelle possibilità che ruotano intorno.
D’altronde, con una gamma che altrove si compone di Bmw Serie 1, Mini, Bmw i3 e Bmw X1, il car sharing della casa tedesca appare come qualcosa di diverso dal solito pickdrive cittadino, dove la fanno da padrone citycar ultracompatte. Si aprirebbero nuove opportunità per una clientela a sua volta diversa, disponibile a spendere qualcosa in più nel canone di noleggio a fronte di servizi anch’essi premium.
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