Nuovi record di vendite, fatturato e margini (con una forchetta dell’8-10% per l’Ebit del ramo automotive), “nonostante la volatilità del contesto attuale”: così la BMW sulle prospettive del 2015, di cui si è discusso oggi alla conferenza stampa annuale a Monaco di Baviera.
“Crescita stabile nonostante il quadro internazionale”. “Prevediamo una crescita stabile e ulteriori primati commerciali e finanziari” ha argomentato Norbert Reithofer, ad del Gruppo, “nonostante il previsto aumento dei costi legati al personale, l’alto livello di spesa sulle nuove tecnologie e il quadro politico ed economico internazionale”.
Entro fine anno la nuova Serie 7. Il Gruppo punta a confermare la sua leadership mondiale nel segmento premium, grazie ai nuovi prodotti in arrivo: oltre alla Serie 1 restyling e alla nuova Serie 2 Gran Tourer sette posti, il 2015 vedrà anche il rilancio dell’ammiraglia. La fabbrica di Dingolfing è già nel pieno dei preparativi per la produzione della nuova Serie 7.
Vendite per la prima volta oltre i due milioni. Intanto, il 2014 è andato in archivio con tutti i principali indicatori in positivo: il fatturato è cresciuto del 5,7% (a quota 80,4 miliardi di euro), l’Ebit ha raggiunto i 9,1 miliardi (+14,3%, grazie all’incremento delle vendite e a un mix di gamma particolarmente spostato verso l’alto), e l’utile netto ha segnato un nuovo record, a 5,8 miliardi (+9,2%). Per la prima volta, inoltre, le vendite hanno superato i due milioni di unità: il Gruppo ha consegnato 2.117.965 vetture nel mondo (+7,9%). Da record, infine, il dividendo che verrà proposto all’Annual General Meeting del 13 maggio (2,90 euro per azione ordinaria).
Il marchio BMW sfiora il +10%. Il ramo automotive, in particolare, ha visto una forte crescita dei volumi per il marchio BMW (+9,5%, 1.811.719 unità), rimasto al vertice del segmento premium. Più degli altri modelli si è distinta la X5, che grazie al ricambio generazionale ha aumentato il proprio peso specifico del 37,4% (147.381 unità). Complessivamente, il sub-brand BMW i, conteggiato all’interno dei dati del marchio principale, ha venduto 17.793 unità, con la i3 che ha fatto la parte del leone (16.052 esemplari).
Mini e Rolls-Royce. In leggera flessione sono invece i risultati di Mini (-0,9%, 302.183 unità), condizionati dal ricambio generazionale del modello principale, mentre la Rolls-Royce nella nicchia dell’ultra-lusso ha superato quota “quattromila”, con un incremento a doppia cifra (4.063 vetture consegnate, +11,9%).
Crescita in Europa, Asia e Americhe. Su base geografica, le vendite sono cresciute in tutte le tre principali region operative. In Europa i volumi si sono ampliati del 6,4% (914.587 unità), con un sostanziale incremento sui due mercati più importanti (Germania +5,1%, Regno Unito +8,4%). In Asia il risultato è stato del +13,8% (578.678 unità), con la Cina che gioca chiaramente un ruolo chiave (+16,6%, 456.732 unità). Bene anche le Americhe (+4%, 482.257 unità), trainate dagli Usa (+5,4, 396.961 vetture consegnate).