Birra, Uri diventa una piccola Monaco di Baviera



di Franco Cuccuru


URI. Continua ad espandersi il fenomeno delle birre artigianali in Sardegna. Un settore nuovo, che sta creando grande curiosità ma che è da prendere in seria considerazione, perché sta aprendo la possibilità a nuovi spiragli occupazionali, diventando fonte di reddito per molte famiglie.

Negli ultimi anni c‘è stato un crescente sviluppo e i numeri lo confermano: nel 2005 solo due birrifici producevano la birra artigianale adesso se ne contano ben dieci sparsi in ogni parte dell’isola. Il secondo birrificio che ha mosso i primi passi è stato il “Dolmen” di Uri. Il titolare Fabio Scarpa nel 2005 aveva visto bene proiettando la sua grande passione verso il futuro.

Attualmente la Dolmen produce circa ventimila bottiglia aprendosi al mercato regionale e nazionale. La Dolmen nasce quindi nel 2005 presentandosi con una birra Pile in fusto come “birra alla spina”. Nel 2012 il grande salto. Nasce la prima bottiglia con una tecnica di produzione diversa da quella del fusto, è la “Ale” una birra bionda ad alta fermentazione rifermentata in bottiglia, di moderato contenuto alcolico, da bere a temperature di cantina.

Successivamente sono state introdotte le linee che completano il brande, cioè tutta quella gamma di birre nelle sue varietà. Quindi dopo la “Ale” ecco la “Pils”, la “Bock”, la “Weizen” la “Blanche”. La dolmen è stata presentata di recente a Dublino, a Oslo e Shanghai riscuotendo grande successo, molto apprezzata da intenditori e addetti del settore. La Dolmen vuole farsi promotore del territorio promuovendo le sue birre e quelle di tutta la Sardegna. L’occasione è per oggi nella terza rassegna “UriFest”.

La manifestazione avrà inizio alle 17, e fino a notte fonda il piccolo centro situato a cavallo tra il Sassarese e la Riviera del corallo sarà capitale della birra, trasformandosi per un giorno, in una piccola Monaco di Baviera. Per chi ama il buon bere l’appuntamento è imperdibile. La varietà delle birre è ampia: si passa dalla bionda, alla rossa, dalla nera a quella al doppio malto. I birrifici che hanno aderito all’iniziativa sono: il Birrificio Dolmen di Uri, Orteip di Oliena, 4 Mori di Guspini, Lara di Tertenia, P3 Brewing di Sassari e Horo di Sedilo. La novità di quest’anno riguarda la prevendita. Sarà possibile acquistare il tagliando delle consumazioni al costo di 15 euro (fino alle 15 di oggi) che comprende l’acquisto di dieci boccali di birra alla spina da 0,20 a scelta fra le varie tipologie in degustazione, e due panini farciti con menù a scelta tra quelli disponibili (info: 342 6962358). “UriFest” farà da forte richiamo per i turisti (soprattutto quelli che soggiornano ad Alghero) che dalle coste vogliono spostarsi verso l’interno, alla ricerca di prelibatezze e tipicità in modo da trascorrere una giornata all’insegna della birra artigianale di qualità e della gastronomia d’eccellenza. La manifestazione sarà arricchita dalla partecipazione dei Cordas et Cannas, storico gruppo sardo, massima espressione della musica etnica regionale.


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