Gli hotel della capitale tedesca hanno negato l’accesso allo storico David Irving. Il britannico ha provato a sfidare le autorità teutoniche, con una sentenza del tribunale di Monaco di Baviera, il negazionista dell’olocausto era stato bandito dai confini.
Il divieto all’accesso nel paese di Goethe scade tra pochi giorni e l’autore de ‘La guerra di Hitler‘ vuole tornare a Berlino il 10 settembre per tenere una conferenza. Una decisione provocatoria, destinata sicuramente a creare un’ondata di proteste. Irving ha sostenuto in più occasioni che le camere a gas sarebbero state costruite dopo la fine della seconda guerra mondiale.
Quello che il britannico non ha considerato, però, è che gli alberghi della capitale tedesca si stanno accordando per rifiutargli una stanza. “Penso che non verrà ospitato dagli aderenti alla nostra organizzazione”, ha dichiarato al quotidiano Tagesspiegel, Thomas Lengfelder, uno dei dirigenti della Dehoga, l’associazione che riunisce la stragrande maggioranza degli hotel berlinesi.
Lo storico negazionista ha programmato un incontro nel centro della capitale tedesca, il suo possibile arrivo nella città, dove nel 2005 è stato inaugurato il grande Memoriale per gli ebrei assassinati in Europa, a pochi passi dalla Porta di Brandeburgo, è ritenuto un evento ad alto rischio dal governo del Land e dalle forze di sicurezza.
Nel 2006 lo storico ha trascorso tredici mesi in carcere, in Austria, per “aver glorificato ed essersi identificato con il partito nazista tedesco”, reato punito severamente dalle leggi di Vienna.
Il Centro Wiesenthal, attivo nel ricordo dell’immane tragedia umana della Shoah, ha lanciato la campagna “ultima chance”, iniziativa volta ad assicurare alla giustizia gli ultimi criminali nazisti impuniti in Germania e in particolare coloro che hanno prestato la loro opera come guardiani nei campi di concentramento. Lo slogan con il quale Irving sarà accolto sarà: “Tardi, ma non troppo tardi”.