Nessuna sorpresa, alla fine è il Bayern Monaco a salire sul tetto del mondo per la terza volta nella sua storia e a sollevare il suo quinto titolo dell’anno (ha fallito solo la Supercoppa di Germania), battendo un Raja Casablanca che già raggiungendo la finale aveva fatto qualcosa di storico, essendo stato il primo club ad aver conquistato la finalissima partendo dal primo turno della competizione in qualità di squadra campione del paese ospitante.
FORMAZIONI – Joseph Guardiola, orfano degli infortunati Schweinsteiger e Robben, rispolvera il 4-1-4-1 con Lahm davanti alla difesa, Thiago Alcántara e Kroos sulla trequarti, Ribéry e Shaqiri larghi sulle ali e Müller ‘falso nueve’. Dall’altra parte Faouzi Benzarti conferma il suo undici insostituibile per la quarta volta consecutiva nella competizione con Moutaouali, Chtibi e Hafidi a rifornire il terminale offensivo Iajour.
PRIMO TEMPO – I teutonici trovano il vantaggio già al 7’ quando sugli sviluppi di un calcio d’angolo Boateng cerca Dante e Karrouchy sbaglia completamente la trappola del fuorigioco, lasciando il brasiliano solo davanti al portiere e libero di far partire un missile senza essere disturbato. Gli uomini di Benzarti si difendono come possono dalle offensive avversarie, ma ripartono sempre palla al piede, non buttando via nulla e prendendosi spesso troppi rischi.
Finché il raddoppio arriva al 21’ sull’asse Alcántara-Alaba: lo spagnolo cerca il terzino in profondità, l’austriaco rientra sull’interno e l’appoggia al centrocampista che spara di destro sul secondo palo e trova lo zero-due. L’assalto bavarese è continuo e lo steso Dante sfiora il terzo goal al 34’ con un colpo di testa ravvicinato che salva Askri. Subito dopo ci prova anche Shaqiri da fuori ma stavolta è il portiere a salvarsi in angolo.
La migliore occasione per i marocchini arriva qualche minuto dopo su un rilancio completamente errato a Neuer, solito in svarioni clamorosi soprattutto negli ultimi tempi, la sfera arriva sui piedi di Chtibi che a porta incustodita si affretta a calciare senza però trovare lo specchio della porta.
SECONDO TEMPO – Riprende meglio il Raja Casablanca che sfrutta ritmi molto bassi per provare a imbastire qualcosa con Iajour che di testa non riesce a battere Neuer. All’ora di gioco Guardiola allora decide di inserire Javier Martínez al posto di Kroos, spostando Lahm sulla linea dei trequartisti e mantenendo lo stesso impianto costruttivo.
Pochi minuti dopo arriva la migliore chance dopo l’intervallo: sul cross rasoterra di Rafinha Shaqiri si trova a colpire il pallone a pochi di metri dalla linea di porta ma il suo tiro si infrange incredibilmente sulla traversa, e sulla respinta Thiago non riesce a inquadrare la porta . Ma senza Lahm a filtrare e senza la mobilità di Müller rimpiazzato da Mandžukić il Raja riesce a pungere nel finale.
All’84’ l’opportunità è dei padroni di casa, il neo entrato Mabidé viene lanciato in verticale ma il suo destro sbatte addosso all’estremo portiere tedesco e sulla respinta si avventa il capitano Moutaouali che però spara alto a porta sguarnita. Allo scadere ne ha un’altra il subentrato Kachani (non a caso le migliori azioni sono arrivate dai panchinari) ma la sua conclusione finisce nelle fauci di Neuer.
CHIAVE – La condizione fisica dei maghrebini ha pesantemente condizionato una gara già squilibrata per tassi tecnici prima del fischio d’inizio, avere tre gare nelle gambe invece che una ha tolto lucidità e speranze a una squadra che avrebbe potuto far vedere qualcosa in più in condizioni di partenza equiparabili.
MOVIOLA – Nessuna situazione degna di nota da segnalare.