Aeroporto salva crisi

L'aeroporto tedesco di Monaco di Baviera.

L’aeroporto tedesco di Monaco di Baviera.

Nel 2004 Steven Spielberg, in The Terminal, raccontò, attraverso l’eccellente interpretazione di Tom Hanks, la storia di un uomo costretto a vivere in aeroporto per ragioni burocratiche. Dal cinema alla realtà il salto è assai breve. Ma di mezzo, questa volta, c’è la crisi.
IN AEROPORTO DA SEI MESI. Athanasios, di origini greche, da sei mesi vive in un non luogo, lo scalo di Monaco di Baviera, con la compagna Albena, bulgara, e Nikolai, figlio 15enne della donna. Sono profughi della crisi. Dormono in un terminal pur di non tornare a casa, a Salonicco. La loro storia è stata raccontata dalle pagine del Sueddeustche Zeitung. Athanasios ha confessato le sue pene a uno dei più importanti quotidiani tedeschi: «Tutto è meglio piuttosto che tornare indietro».
SOLIDARIETÀ DEI LETTORI. In pochi giorni la redazione è stata subissata di telefonate di cittadini increduli, pronti ad azioni di solidarietà. Dal canto loro, le istituzioni locali, in evidente imbarazzo, non si sono mosse. E così Athanasios si addormenta su panchine «panchine troppo dure», ‘cullato’ dalla luce fastidiosa dei neon. Per placare i morsi della fame si nutre con barrette al formaggio. E per lavarsi, accede a docce troppo costose. «Nel nostro Paese non abbiamo alcuna chance». Il suo è un racconto triste. Il mondo del lavoro gli ha chiuso la porta in faccia quando la crisi si è fatta prepotente.
ATHANASIOS ERA UN DJ. Un tempo era dj a Salonicco, per una celebre emittente radiofonica. Aveva anche un locale di sua proprietà. Poi, quando la nube nera della recessione ha fatto capolineo, tutto è diventato complicato: ha dovuto rinunciare alla sua attività, vendere il locale, e ha iniziato a lavorare come fruttivendolo. Poi, l’incontro con Albena, arrivata nella città greca nel 2007, per lavorare. E fu proprio in quel momento che la coppia decise di tentare la fortuna in Germania. Per assicurarsi un futuro migliore. Athanasios più volte ha cercato di proporsi come cuoco nei ristoranti greci. Ma con il peggiorare della situazione nella madrepatria, anche le chance di trovare lavoro in Germania sono diminuite.
NEL 2011 AUMENTO DEL 90% DI IMMIGRATI GRECI IN GERMANIA. Il numero dei connazionali in fuga nella città tedesca è cresciuto: nel 2011 gli immigrati greci sono aumentati del 90%. Anche per Albena trovare lavoro si è rivelata un’esperienza fallimentare: ha provato a reinventarsi come donna delle pulizie, lavapiatti, fino a collezionare bottiglie. E a febbraio scorso, ormai stremati da tentativi finiti male, la coppia è arrivata all’aeroporto di Monaco.
RACCOGLIERE BOTTIGLIE PER SOPRAVVIVERE. «Qui è meglio che in altri aeroporti. Si possono raccogliere bottiglie, senza essere buttati fuori», ha spiegato Athanasios. Le bottiglie, in Germania, vengono vendute in cambio di qualche centesimo di cauzione, perché andrebbero sempre restituite per riciclare plastica e vetro. E così raccogliere quelle abbandonate è un’attività di molti senzatetto. Allo scalo tedesco tutti conoscono questa famiglia, e per quanto il loro ‘soggiorno’ non sia legale, il personale è disposto a chiudere un occhio. Una situazione che non potrà durare per sempre. Un cul de sac burocratico: senza un domicilio, in Germania, non si può ottenere un’assicurazione sociale, obbligatoria per lavorare; e senza un lavoro non si può pagare un’abitazione.

Sabato, 01 Dicembre 2012

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